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Come formattare il menu: 7 principi di design per vendere di piu.

Dove posizioni i prezzi, come scrivi le descrizioni, se usi le foto: tutto questo modifica in modo misurabile lo scontrino medio del 5-15%. Ecco le 7 leve piu importanti emerse da 40 anni di ricerca sul menu engineering.

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1. I prezzi subito dopo il piatto, non in una colonna a destra

Il classico menu del ristorante elenca i piatti a sinistra e i prezzi in una colonna a destra. Gli studi di eye-tracking (Kimes, Cornell School of Hotel Administration, 2009) dimostrano che questo innesca la scansione dei prezzi: il cliente scorre la colonna di destra in cerca del numero piu basso e il contenuto a sinistra passa in secondo piano.

Meglio: il prezzo subito dopo il piatto, senza puntini di guida, ad esempio „Spaghetti alla carbonara 13,50€“. Cosi il prezzo diventa un dettaglio invece che il fattore decisivo.

Nota dalla ricerca: i ristoranti che sono passati ai prezzi integrati hanno registrato in media +8% di scontrino medio, con un leggero spostamento verso il terzo piu caro del menu.

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2. Scrivere le descrizioni: gli aggettivi vendono

Studio Cornell 2002 (Wansink): i piatti con aggettivi descrittivi vendono il +27% in piu rispetto allo stesso piatto senza descrizione.

  • Male: „Filetto di manzo 28€“
  • Meglio: „Filetto di manzo marinato e grigliato alla brace, con burro al vino rosso e patate al rosmarino 28€“

Importante: gli aggettivi devono essere specifici. „Buono“ o „delizioso“ suonano vuoti. „Alla brace“, „fatto a mano“, „d’alpeggio“ o „cotto in crosta di sale“ sono concreti e credibili.

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3. Effetto ancora: un piatto costoso cambia la percezione di tutti gli altri

Ecco un classico dell’economia comportamentale: se i tuoi secondi vanno dai 14 ai 19€ e inserisci un piatto premium di astice a 42€, gli ordini nella fascia 17-19€ salgono del 12-18% (Stanford, 2008).

Il meccanismo: l’ancora costosa fa percepire la fascia media come „in fondo, un affare“. Importante: l’ancora in se viene ordinata di rado; il suo compito non e vendere, ma spostare il punto di riferimento.

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4. Gerarchia di visibilita: stelle, cavalli da tiro e rompicapo

La classica matrice del menu engineering (Kasavana & Smith, 1982). Classifica ogni piatto in base a popolarita e margine:

  • Stelle (alta popolarita, alto margine): posizionale in evidenza, con un formato a scheda promozionale, foto e testo descrittivo
  • Cavalli da tiro (alta popolarita, basso margine): tienili visivamente sobri, senza foto in risalto: si vendono da soli
  • Rompicapo (bassa popolarita, alto margine): posizionali meglio, riscrivi la descrizione, risveglia il loro potenziale
  • Cani (bassa popolarita, basso margine): toglili dal menu e sostituiscili con un piatto del giorno

La posizione nel menu conta: l’eye-tracking mostra che il terzo superiore e la pagina destra di una doppia pagina ricevono la maggior parte dell’attenzione. E li che vanno collocati stelle e rompicapo.

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5. Foto: usale con parsimonia, altrimenti svalutano tutto

Un menu con una foto per ogni piatto sembra il menù di un fast food, anche se le foto sono di qualita. Regola pratica: al massimo 1-2 foto per pagina, sempre sulle stelle o sui rompicapo, mai sui piatti standard.

Uno studio dell’Iowa (2014) ha dimostrato che i menu con piu di 3 foto per pagina venivano percepiti dai clienti come una fascia di prezzo inferiore rispetto ai menu solo testo con gli stessi contenuti. Tradotto: puoi far pagare di meno senza che nessuno se ne accorga... ovvero puoi alzare i prezzi tenendo poche foto.

Eccezione: caffetterie e pizzerie, dove l’anteprima visiva e lo standard del settore e i clienti se la aspettano.

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6. Il percorso di lettura ideale: prima in alto a destra, poi in basso a sinistra

Su una doppia pagina l’occhio segue questo percorso: in alto a destra → in alto a sinistra → in basso a destra → in basso a sinistra. Su una pagina singola: prima il terzo superiore, poi quello inferiore.

Conseguenza: cio che vuoi davvero vendere va messo in alto a destra. Il terzo inferiore e la zona dimenticata: li finiscono i contorni, le aggiunte facoltative e le scritte in piccolo.

In pratica: se il tuo piatto stella si trova nel terzo inferiore, spostalo. Il solo cambio di posizione ti fa guadagnare il 10-20% di ordini in piu, senza modificare nient’altro del menu.

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7. Accorciare il menu: 7-12 secondi sono il punto ideale

Gli studi sull’affaticamento decisionale (Iyengar/Lepper, Columbia, 2000) dimostrano che oltre le 12 opzioni il tasso di ordine cala, perche il cliente si sente sopraffatto e finisce per ordinare la scelta piu semplice o per non ordinare nulla.

Il punto ideale per i ristoranti: 5-7 secondi nel menu, con 2-3 piatti del giorno indicati a parte. Caffetterie/bistrot: 8-12 voci su tutte le categorie. Pizzerie: 10-15 (standard del settore).

I piatti del giorno sono l’arma segreta: ti danno varieta senza appesantire il menu. Con un menu digitale tramite QR (vedi come creare un menu QR) puoi cambiare il piatto del giorno in tempo reale, senza ristampare nulla.

FAQ

Domande frequenti

Dovrei rimpicciolire il corpo del carattere dei prezzi?
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Si, leggermente. Se il prezzo e prominente quanto il nome del piatto, distrae. Regola pratica: 70-80% della dimensione del nome del piatto, stesso font.
Questi principi valgono anche per il casual dining?
+
In gran parte si, tranne la regola delle foto: per hamburgerie, pizzerie e caffetterie l’appetito visivo e un motore di vendita centrale. Per il fine dining: meno foto, piu descrizioni.

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